Oggi, è venuto fuori un discorso un pò contorto su una frase che ho tradotto (grossolanamente, credo) da una qualche canzone inglese. La frase suona più o meno così:
“A cosa mi servono i tuoi cieli se poi non riesco a tornare giù”
Presumibilmente, si tratta di una canzone che parla di amore, un amore che manca della quotidianità. I momenti con lui/lei sono speciali, esaltanti, permettono di volare…ma sono inutili in quanto la quasi perfezione di questi momenti, non ha senso in un contesto reale. Non le trovo parole d’amore, sono le parole di una persona che, disillusa, necessità della materialità quotidiana. Una persona triste, che non riesce a vivere uno sguardo, una carezza.
Personalmente, trovo infinitamente più dolce la canzone di Gabriel: I can Fly, che sto ascoltando in questo momento.
“I can fly, but i want his wings”
“I can love, but i need his heart”
“I’m strong even on my own, but from him i never want to part”
Queste sono solo un estratto della bellezza delle parole, per me perfetto tono, espressione, dell’amore perfetto.
Un amore ha inizio con una scelta, non è figlio della rassegnazione nè del bisogno. “Posso volare, ma voglio le sue ali”, accanto a me, o meglio su di me, a sorreggermi o semplicemente accanto. Il cielo non mi basta, se non ho la sua mano nella mia.
Il mio calore basta per provare amore, ma che senso avrebbe senza il suo sentimento a ricambiare il mio? “I posso amare, ma ho bisogno del suo cuore”. L’amore non esiste se unidirezionale, è solo un vano abbaglio riflesso da muri di specchi che solo chi emana riesce a vedere. Inutile.
E poi, c’è la forza. “Sono forte anche da solo, ma non voglio mai separarmi da lei”. Non è lei la mia forza, io ho la libertà data da una mente capace di pensare, di infondere forza a questo corpo che non morirà. Ma preferisco stare con te, sottostare al peso che un rapporto non banale applica sul debole cuore umano, gioire ed anche soffrire, ma tutto questo con te. Non amplifichi la mia forza, non sei un bisogno del mio ego, sei la vita che voglio.
Adoro questa canzone. Se avessi sbagliato l’interpretazione, non mi importa saperlo. Per me le parole sono quelle, partono da un cuore che pompa sangue costantemente, vengono recepite da qualcosa di inspiegabile, i miei sentimenti.
Adoro sentirmi felice, nessuno merita nulla di meno.
Edit: Serata di lacrime…alla fine della playlist, prima dello spegnimento di audacious, Elisa ha intonato per me, solo per il mio stato d’animo, “Una poesia anche per te”.